La frittata di carnevale di Amantea è una ricetta della tradizione calabrese.

La Frittata di Pasta

Luigi Infante
Tradizione e storia.
La frittata di pasta o di carnevale, o meglio ancora come si dice nel dialetto di Amantea “a frittata i carnulevaru”, è una ricetta della tradizione calabrese che si prepara nel periodo del Carnevale, ma non solo. Difatti la storia di questo piatto è legato, appunto, a quando nel periodo del Carnevale si facevano le mascherate e si andava in giro per le case, le piazze, ballando e divertendosi, imitando e recitando delle sceneggiate. Naturalmente come ricompensa, era abitudine, regalare salsiccie, uova, formaggi, vino, prodotti che si trovavano facilmente in tutte le case. Alla fine della giornata di divertimento gli attori si riunivano e preparavano delle gustose frittate che consumavano accompagnate da abbondanti bevute di vino.
Vediamo insieme gli ingredienti e come preparare questo succulento piatto, naturalmente ognuno la fa con la propria ricetta che non è mai uguale, in questo le massaie calabresi sono uniche:
Ingredienti:
  • 500 grammi di spaghetti
  • 6 uova
  • 100 grammi di formaggio grattugiato (pecorino o parmigiano)
  • salsiccia o soppressata calabrese a piacere
  • tuma o provola silana a piacere
  • 2 uova sode
  • frittole calabresi (risimoglia) o in mancanza olio evo
Preparazione:
  1. Cuocete la pasta, scolatela al dente e fatela refreddare. Nel frattempo in un’ampia ciotola sbattete le uova, il formaggio e un pizzichino di sale, prendete quindi la pasta con delicatezza e amalgamatela alle uova, aiutandovi con un cucchiaio di legno;
  2. Fate sciogliere un po’ di "risimoglia" calabrese sul fondo di una padella, in mancanza usate tranquillamente un velo di olio d’oliva. Versateci dentro metà della pasta precedentemente preparata, poi sopra fate uno strato di provola, uova sode, salame o salsiccia e coprite con un la pasta rimasta;
  3. La frittata ora deve cuocere su fuoco dolcissimo per circa 15 minuti da un lato e 15 dall’altro, giratela un paio di volte aiutandovi con un piatto finchè le uova non siano ben cotte all’interno e abbia fatto una bella crosticina dorata;
Le varianti di questa ricetta come sempre sono tante, a seconda del territorio di provenienza. La salsiccia o la soppressata nel ripieno ci sono sempre e possono essere accompagnate dalla ricotta, dal formaggio caprino fresco, in alcuni casi cipolla di Tropea fresca, mentre le uova sode scompaiono, oppure chi preferisce (come me) amalgamare tutti gli ingredieti senza fare lo strato centrale. A questo punto non mi resta altro da augurarvi se non...
Buon appetito...!!!

Aggiungi un commento

* I commenti devono essere approvati prima di essere visualizzati.